Il diritto di voto

29.04.2025

Il voto è qualcosa di enorme responsabilità; basti pensare che per un semplice voto scoppiò la famosa Guerra di Troia.

Al giorno d'oggi il diritto di votare viene preso molto alla leggera, spesso non curanti di ciò che si è dovuto affrontare per arrivare a questo tanto agognato diritto, soprattutto per noi donne che lo abbiamo ottenuto soltanto nel 1946.

Sembra una data così lontana, non è vero? Eppure, è stato soltanto settantanove anni fa.

Dal punto di vista ideologico, il diritto di voto è strettamente collegato e influenzato dalle nostre convinzioni e dai nostri valori.

Tra i tanti motivi per il quale si sceglie di votare un determinato partito, vi è un allineamento ideologico in cui spesso ci si identifica in un'ideologia in particolare; come già detto, anche i nostri valori e i nostri principi sono cruciali nel nostro voto e, inoltre, un'evoluzione delle ideologie contribuisce ad influenzare il nostro voto poiché i partiti sono in continuo mutamento.

Ad ogni modo, il voto è un qualcosa che ci permette di far sentire le nostre voci, di farci notare e di poter esprimere liberamente la nostra idea.

Che cosa sarebbe un governo senza il diritto di voto? Probabilmente una tirannia, in cui noi persone saremmo soltanto dei sudditi privi di volontà e sempre accondiscendenti al nostro capo, praticamente delle marionette senza l'anima.

Non votando, significherebbe rimanere in silenzio e, come disse Euripide, "il tuo stesso silenzio è un'ammissione".

Dunque, non rimaniamo in silenzio e diamo una voce alle nostre idee.

Ma ora prendiamo la palla al balzo e ricordiamo a tutti qual é la prossima occasione di voto. Domenica 8 e lunedì 9 giugno i cittadini italiani aventi diritto al voto sono chiamati a partecipare ai referendum popolari abrogativi su 5 quesiti in materia di disciplina del lavoro e cittadinanza. I seggi saranno infatti aperti domenica 8 giugno dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 9 giugno dalle ore 7 alle ore 15.

Il tema centrale di quattro dei cinque quesiti è il lavoro: 
Il primo chiede di ripristinare la tutela reale in caso di licenziamento illegittimo. Questo permetterebbe a un lavoratore licenziato ingiustamente di essere reintegrato nel proprio posto di lavoro.

Il secondo quesito punta invece ad abrogare il limite massimo dell'indennizzo economico previsto per i lavoratori licenziati senza giusta causa nelle imprese con meno di quindici dipendenti. In questo caso, si vorrebbe restituire al giudice la piena discrezionalità nel determinare l'ammontare del risarcimento in base alla gravità della violazione.

Si andrà al voto anche per la sicurezza sul lavoro. In questo caso si propone di abrogare alcune norme che, secondo i promotori, limitano la responsabilità delle aziende in materia di prevenzione degli infortuni.

Un altro referendum riguarda i contratti a breve termine: la proposta intende eliminare le modifiche legislative degli ultimi anni che hanno reso più semplice per i datori di lavoro ricorrere a questo tipo di contratto, con l'obiettivo di ridurre la precarietà e favorire l'occupazione stabile. Si punta dunque a ristabilire vincoli più rigidi per l'utilizzo del lavoro a tempo determinato.

Infine, l'ultimo quesito riguarderà la cittadinanza per stranieri non appartenenti all'Unione europea. La proposta mira ad abrogare l'attuale requisito di dieci anni di residenza legale in Italia per ottenere la cittadinanza, riducendolo a cinque.

A cura di: Luisa Izzo ed Eleonora Froncione 

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